intestazione

 Circa il sinodo si sono create molte aspettative tra le coppie che soffrono, tra i divorziati risposati, tra gli omosessuali. Crede che siano eccessive?

 

Credo che ci sono aspettative smisurate. Il sinodo sulla famiglia non l’ho voluto io. Lo ha voluto il Signore. Ed è stata una cosa sua. Quando monsignor Eterović, che era il segretario, mi ha portato i tre temi più votati mi ha detto che tra questi quello più votato era il contributo di Gesù Cristo all’uomo di oggi. Va bene, facciamolo. Questo era il titolo del sinodo. Abbiamo continuato parlando dell’organizzazione e io gli dissi: «Facciamo una cosa, mettiamo il contributo di Gesù Cristo all’uomo e alla famiglia di oggi». E così siamo rimasti, con la famiglia un po’ in secondo piano. Quando siamo andati alla prima riunione del consiglio post sinodale si è cominciato a parlare con quel titolo e dopo del contributo di Gesù Cristo alla famiglia, e l’uomo di oggi è rimasto un pochino fuori. E alla fine è stato detto: «No, perché questo sinodo sulla famiglia...» ed è stata la stessa dinamica a cambiare il titolo. Io zitto. Alla fine mi sono reso conto che è stato il Signore che ha voluto questo. E lo ha voluto con forza. Perché la famiglia è in crisi. Forse non le crisi più tradizionali, delle infedeltà o come si chiama in Messico la “casa piccola” e la “casa grande”. No, no. Ma una crisi più profonda. Si vede che i giovani non vogliono sposarsi o convivono. Non lo fanno per protesta, ma perché oggi sono così. Dopo, alla lunga, alcuni si sposano anche in Chiesa. Vale a dire che c’è una crisi familiare all’interno della famiglia. E da questo punto di vista credo che il Signore voglia che noi affrontiamo questo: preparazione al matrimonio, accompagnamento di coloro che convivono, accompagnamento di coloro che si sposano e conducono bene la loro famiglia, accompagnamento di quelli che hanno avuto un insuccesso nella famiglia e hanno una nuova unione, preparazione al sacramento del matrimonio, non tutti sono preparati. E quanti matrimoni che sono fatti sociali sono nulli! Per mancanza di fede.

Già Benedetto ha sottolineato che la mancanza di fede e di coscienza riguardo a ciò che si fa sono problemi gravi.

La famiglia è in crisi. Come integrare nella vita della Chiesa le famiglie replay? Cioè quelle di seconda unione che a volte risultano fenomenali.... mentre le prime un insuccesso. Come reintegrarle? Che vadano in chiesa. Allora semplificano e dicono: «Ah, daranno la comunione ai divorziati». Con questo non si risolve nulla. Quello che la Chiesa vuole è che tu ti integri nella vita della Chiesa. Però ci sono alcuni che dicono: «No, io voglio fare la comunione e basta». Una coccarda, una onorificenza. No. Ti devi reintegrare. Ci sono sette cose che, secondo il diritto attuale, le persone in seconde unioni non possono fare. Non me le ricordo tutte, però una è essere padrino di battesimo. Perché? E che testimonianza potrà dare al figlioccio? Quella di dire: «Guarda caro, nella mia vita mi sono sbagliato. Ora sono in questa situazione. Sono cattolico. I principi sono questi. Io faccio questo e ti accompagno». Una vera testimonianza. Ma se viene un mafioso, un delinquente, uno che ha ammazzato delle persone, ma è sposato per la Chiesa può fare il padrino. Sono contraddizioni. C’è bisogno di integrare. Se credono, anche se vivono in una situazione definita irregolare e la riconoscono e l’accettano e sanno quello che la Chiesa pensa di questa condizione, non è un impedimento. Quando parliamo di integrare intendiamo tutto questo. E dopo di accompagnare i processi interiori. Lei mi ha chiesto della libertà. Un Sinodo senza libertà non è un Sinodo. È una conferenza. Invece il Sinodo è uno spazio protetto nel quale possa operare lo Spirito Santo. E per questo le persone devono essere libere. Per questo mi oppongo a che siano pubblicate le cose che ognuno dice con nome e cognome. No, non si sappia chi lo ha detto. Non ho problemi che si sappia quello che si è detto, ma non chi lo ha detto, in maniera che si senta libero di dire ciò che vuole. Inoltre, abbiamo un problema molto serio che è quello della colonizzazione ideologica sulla famiglia. Per questo ne ho parlato nelle Filippine perché è un problema molto serio. Gli africani si lamentano molto di questo. E anche in America latina. E a me è successo una volta. Sono stato testimone di un caso di questo tipo con una ministro dell’educazione riguardo l’insegnamento della teoria del “gender” che è una cosa che sta atomizzando la famiglia. Questa colonizzazione ideologica distrugge la famiglia. Per questo credo che dal sinodo usciranno cose molto chiare, molto rapide, che aiuteranno in questa crisi familiare che è totale.

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