intestazione

La comunità cristiana di Bruzzano si ascolta e sogna

Carissimi amici,
inizia un nuovo anno pastorale (per la nostra comunità è il 744esimo).

L'esortazione apostolica di papa Francesco EVANGELII GAUDIUM sta guidando la nostra comunità. Al paragrafo 27 scrive: "Sogno una scelta missionaria capace di trasformare ogni cosa, perché le consuetudini, gli stili, gli orari, il linguaggio e ogni struttura ecclesiale diventino un canale adeguato per l’evangelizzazione del mondo attuale, più che per l’autopreservazione. La riforma delle strutture, che esige la conversione pastorale, si può intendere solo in questo senso: fare in modo che esse diventino tutte più missionarie, che la pastorale ordinaria in tutte le sue istanze sia più espansiva e aperta, che ponga gli agenti pastorali in costante atteggiamento di “uscita” e favorisca così la risposta positiva di tutti coloro ai quali Gesù offre la sua amicizia.

Al termine del Convegno della Chiesa italiana - Firenze 2015 - papa Francesco ha indicato la strada da percorrere:
"Mi piace una Chiesa italiana inquieta, sempre più vicina agli abbandonati, ai dimenticati, agli imperfetti. Desidero una Chiesa lieta con il volto di mamma, che comprende, accompagna, accarezza. Sognate anche voi questa Chiesa, credete in essa, innovate con libertà."

Anche la nostra comunità vuole raccogliere questa sfida a rinnovarsi e ci mettiamo con stile sinodale compiendo passi su tre vie:

  • la via dell' ANNUNCIARE e dell'USCIRE
  • la via dell'ABITARE
  • la via dell'EDUCARE

Domenica 29 ottobre 2017 dalle 15 alle 18 vi aspetto in sala card Ferrari per ascoltare e ascoltarci:

  • racconteremo i passi che faremo insieme in questo anno pastorale
  • ci ascolteremo sulle tre vie.

Per favorire il dialogo ci divideremo in tre sottogruppi: riuniti attorno a più tavoli potremo così riflettere su una delle TRE VIE e arrivare infine a fare proposte concrete per la nostra comunità. Ogni contributo sarà prezioso ma per meglio organizzare il pomeriggio vi chiedo di indicare su quale "VIA" desiderate portare il vostro contributo. Domenica 22 dopo le Messe e da lunedì 23 in poi in segreteria parrocchiale raccoglieremo le “iscrizioni” a tal fine: cioè ognuno dirà attorno a quale tavolo/via vuole sedersi. Ciascuno senta rivolto quest’invito a sé.
Le domande che seguono (sono tante e non dobbiamo rispondere a tutte) vogliono essere un aiuto concreto per prepararci "a casa" in vista di domenica 29; ma direi di più....devono aiutarci nel sogno, così da stimolare un risultato concreto e non solo il parlarsi addosso.
don Paolo

La VIA dell'ANNUNCIARE e USCIRE

ANNUNCIARE è non trattenere il dono per sé, perché gratuitamente abbiamo ricevuto e gratuitamente dovremmo vivere l'imperativo del dono. La fede è un dono che va trafficato.

USCIRE è prima di tutto cambiare lo sguardo, da uno sguardo ripiegato ad uno sguardo lungo e largo, pieno di stupore, uno sguardo capace di abbattere muri e aprire nuovi orizzonti, senza dimenticarsi delle proprie radici

La radice evangelica

"Al mattino presto Gesù si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava. Venuti a cercarlo egli disse: Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto! E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demoni" (Mc 1,35.38-39)

Lettura della situazione

  • Il Vangelo è il fondamento del nostro annuncio e delle nostre scelte? È una Parola studiata, meditata, pregata nelle nostre comunità? Conosco l'opportunità della Buona Notizia? e Talita Kum?
  • La nostra comunità si sta interrogando su come essere sempre più comunità di annuncio del Vangelo?
  • Siamo consapevoli che il primo annuncio del Vangelo avviene con la nostra vita (con il nostro sorriso, con la nostra accoglienza, con il segno della pace a chiunque e con il salutare per le vie del quartiere chi incontri a messa)? Esco dall'incontro con Gesù e la sua Parola (esco da messa) trasfigurato?
  • Quali sono le paure e gli ostacoli più grandi che impediscono alla nostra comunità di cambiare per andare incontro alle persone senza aspettare che esse entrino per le "nostre porte"? Quali timori/resistenze abbiamo nell'aprire le porte di casa per le benedizioni natalizie o nell'invitare i vicini?
  • Quali nuove situazioni siamo sollecitati a incontrare? E quali sono le situazioni verso le quali fatichiamo di più?
  • Come uscire dalla logica del "si è sempre fatto così" per poter vivere il Vangelo, oggi, nel nostro tempo e nel nostro quartiere? Perché la novità irrigidisce?
  • Quali cambiamenti di strutture e di organizzazione non si possono più rinviare affinché la nostra comunità sia realmente "in uscita" per la missione?
  • Quali esperienze significative si potrebbero fare per incontrare persone e realtà fuori dai nostri "ambiti"? Conosci l'esperienza di dialogo con la comunità musulmana del nostro quartiere?

Le scelte possibili

Alla luce del confronto avvenuto in gruppo, ciascuno provi a indicare (in un numero massimo di tre o quattro) alcune pratiche che possono diventare patrimonio comune della cultura pastorale della nostra comunità di Bruzzano per coltivare e declinare lo stile dell'ANNUNCIARE e dell'USCIRE.

 

La VIA dell'ABITARE

Abitare è stare dentro la nostra realtà con una passione e un desiderio rinnovato, riuscendo a scorgere spiragli di luce dentro le ferite della storia.

La radice evangelica

"Scese dunque con loro e venne a Nazareth." (Lc 51)

"Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua." (Lc 19,5)

Il Vangelo ci aiuta a sentirci responsabili di questo mondo, a sviluppare una cultura della custodia del creato, della sostenibilità, della sobrietà?

  • Come abitare da cristiani il quartiere? Mi informo su cosa accade nel mio quartiere? Che cosa pensiamo sulle situazioni di degrado (case popolari), ingiustizia (sale da gioco, prostituzione, gestione degli appartamenti sfitti delle case popolari), ....? Che non ci appartengono? Che nulla può cambiare?
  • Quale conoscenza abbiamo sul nostro territorio della situazione sociale ed economica, della crisi del lavoro, delle difficoltà di rapporto tra le generazioni, delle profonde modifiche che stanno intervenendo nel territorio nel quale viviamo? Conosco le iniziative già in atto per indirizzare chi è in un momento di bisogno (centro di ascolto, bottega solidale, custodi sociali)?
  • Come superare una mentalità individualista per una presenza più incarnata nella vita, nei tempi e nelle case delle famiglie? Penso alle strade, ai marciapiedi, ai giardinetti/parchi come bene comune da custodire? Mi coinvolgo, mi rendo collaborativo o penso solo al mio appartamento, ai diritti dei miei figli, ai miei interessi?
  • Come vivere l'opzione per i poveri nel contesto attuale segnato da nuove povertà (solitudine, paura dell'altro), immigrazione, indebolimento del legame sociale? Come la comunità si prende cura degli ammalati? Quali scelte innovative sono state fatte per essere più vicini alla gente?
  • Desidero un quartiere rinnovato e sono pronto a metterci passione o sono indifferente o rassegnato? Cosa dà luce al mio quartiere, alla mia comunità?

Le scelte possibili

Alla luce del confronto avvenuto in gruppo, ciascuno provi a indicare (in un numero massimo di tre o quattro) alcune pratiche che possono diventare patrimonio comune della cultura pastorale della nostra comunità di Bruzzano per coltivare e declinare lo stile dell'ABITARE.

 

La VIA dell'EDUCARE

Educare è farsi carico dell'altro, facendosi compagno di strada, senza pretese di possesso e logiche di utilità

La radice evangelica

"... mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro." (Lc 24, 15)

Lettura della situazione

  • La Buona Notizia di Gesù è il tesoro che abbiamo da donare, Gesù è il Pane che dobbiamo spezzare. Questo e solo questo è il punto di partenza e di arrivo. Non una dottrina da studiare ma una Persona da incontrare. Ne siamo convinti?
  • La nostra comunità è un sostegno educativo per le famiglie? Come le accompagna?
  • Stiamo costruendo "alleanze educative" tra tutti i soggetti (scuola, famiglie, sport, Condominio solidale, Fondazione Aquilone, Consultorio, Società Civile)?
  • Quale cura abbiamo degli educatori, animatori, allenatori?
  • Come possiamo diventare "comunità educante"?
  • Come essere capaci, in una società connotata da relazioni fragili, conflittuali ed esposte al veloce consumo, di costruire spazi in cui tali relazioni scoprano la gioia della gratuità, solida e duratura, cementate dall’accoglienza e dal perdono reciproco?
  • Mi metto in gioco in famiglia, tra gli amici, in comunità per curare le relazioni e farle crescere? Mi metto in gioco per creare spazi relazionali gratuiti aperti al confronto e all'accoglienza? Coinvolgo/invito altri a farlo? Mi metto in posizione di ascolto di situazioni più fragili accanto a me (vicini di casa, famiglie dei compagni di classe dei figli) e mi rendo disponibile ad aiutare nel silenzio?
  • Oltre ai percorsi di iniziazione cristiana la comunità come educa i bambini/ragazzi alla gioia dello stare insieme e del Vangelo? Come genitore desidero in prima persona che i miei figli conoscano Gesù? Quanto peso do all'educazione scolastica, alla formazione sportiva /linguistica dei figli e a quella di fede?
  • Con che sguardo mi pongo verso i risposati, gli omosessuali, chi "inciampa" nella vita?

Le scelte possibili

Alla luce del confronto avvenuto in gruppo, ciascuno provi a indicare (in un numero massimo di tre o quattro) alcune pratiche che possono diventare patrimonio comune della cultura pastorale della nostra comunità di Bruzzano per coltivare e declinare lo stile dell'EDUCARE.

 

La VIA dell'ANNUNCIARE e USCIRE

 

ANNUNCIARE è non trattenere il dono per sé, perché gratuitamente abbiamo ricevuto e gratuitamente dovremmo vivere l'imperativo del dono. La fede è un dono che va trafficato.

 

USCIRE è prima di tutto cambiare lo sguardo, da uno sguardo ripiegato ad uno sguardo lungo e largo, pieno di stupore, uno sguardo capace di abbattere muri e aprire nuovi orizzonti, senza dimenticarsi delle proprie radici

 

La radice evangelica

 

"Al mattino presto Gesù si alzò quando ancora era buio e, uscito, si ritirò in un luogo deserto, e là pregava. Venuti a cercarlo egli disse: Andiamocene altrove, nei villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto! E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demoni" (Mc 1,35.38-39)

 

Lettura della situazione

 

·        Il Vangelo è il fondamento del nostro annuncio e delle nostre scelte? È una Parola studiata, meditata, pregata nelle nostre comunità? Conosco l'opportunità della Buona Notizia? e Talita Kum?

·        La nostra comunità si sta interrogando su come essere sempre più comunità di annuncio del Vangelo?

·        Siamo consapevoli che il primo annuncio del Vangelo avviene con la nostra vita (con il nostro sorriso, con la nostra accoglienza, con il segno della pace a chiunque e con il salutare per le vie del quartiere chi incontri a messa)?  Esco dall'incontro con Gesù e la sua Parola (esco da messa) trasfigurato?

 

·        Quali sono le paure e gli ostacoli più grandi che impediscono alla nostra comunità di cambiare per andare incontro alle persone senza aspettare che esse entrino per le "nostre porte"? Quali timori/resistenze abbiamo nell'aprire le porte di casa per le benedizioni natalizie o nell'invitare i vicini?

·        Quali nuove situazioni siamo sollecitati a incontrare? E quali sono le situazioni verso le quali fatichiamo di più?

·        Come uscire dalla logica del "si è sempre fatto così" per poter vivere il Vangelo, oggi,  nel nostro tempo e nel nostro quartiere? Perché la novità irrigidisce?

·        Quali cambiamenti di strutture e di organizzazione non si possono più rinviare affinché la nostra comunità sia realmente "in uscita" per la missione?

·        Quali esperienze significative si potrebbero fare per incontrare persone e realtà fuori dai nostri "ambiti"? Conosci l'esperienza di dialogo con la comunità musulmana del nostro quartiere?

 

Le scelte possibili

 

Alla luce del confronto avvenuto in gruppo, ciascuno provi a indicare (in un numero massimo di tre o quattro) alcune pratiche che possono diventare patrimonio comune della cultura pastorale della nostra comunità di Bruzzano per coltivare e declinare lo stile dell'ANNUNCIARE e dell'USCIRE.

 

 

 

La VIA dell'ABITARE

 

Abitare è stare dentro la nostra realtà con una passione e un desiderio rinnovato, riuscendo a scorgere spiragli di luce dentro le ferite della storia.

 

La radice evangelica

 

"Scese dunque con loro e venne a Nazareth." (Lc 51)

"Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo  e gli disse: Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua." (Lc 19,5)

 

·        Il Vangelo ci aiuta a sentirci responsabili di questo mondo, a sviluppare una cultura della custodia del creato, della sostenibilità, della sobrietà?

·        Come abitare da cristiani il quartiere? Mi informo su cosa accade nel mio quartiere? Che cosa pensiamo  sulle situazioni di degrado (case popolari), ingiustizia (sale da gioco, prostituzione, gestione degli appartamenti sfitti delle case popolari), ....? Che non ci appartengono? Che nulla può cambiare?

·        Quale conoscenza abbiamo sul nostro territorio della situazione sociale ed economica, della crisi del lavoro, delle difficoltà di rapporto tra le generazioni, delle profonde modifiche che stanno intervenendo nel territorio nel quale viviamo? Conosco le iniziative già in atto per indirizzare chi è in un momento di bisogno (centro di ascolto, bottega solidale, custodi sociali)?

·        Come superare una mentalità individualista per una presenza più incarnata nella vita, nei tempi e nelle case delle famiglie? Penso alle strade, ai marciapiedi, ai giardinetti/parchi come bene comune da custodire? Mi coinvolgo, mi rendo collaborativo o penso solo al mio appartamento, ai diritti dei miei figli, ai miei interessi?

·        Come vivere l'opzione per i poveri nel contesto attuale segnato da nuove povertà (solitudine, paura dell'altro), immigrazione, indebolimento del legame sociale? Come la comunità si prende cura degli ammalati? Quali scelte innovative sono state fatte per essere più vicini alla gente?

·        Desidero un quartiere rinnovato e sono pronto a metterci passione o sono indifferente o rassegnato? Cosa da' luce al mio quartiere , alla mia comunità'?

 

 

Le scelte possibili

 

Alla luce del confronto avvenuto in gruppo, ciascuno provi a indicare (in un numero massimo di tre o quattro) alcune pratiche che possono diventare patrimonio comune della cultura pastorale della nostra comunità di Bruzzano per coltivare e declinare lo stile dell'ABITARE.

 

La VIA dell'EDUCARE

                                                         

Educare è farsi carico dell'altro, facendosi compagno di strada, senza pretese di possesso e logiche di utilità

 

La radice evangelica

 

"... mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona  si avvicinò e camminava con loro." (Lc 24, 15)

Lettura della situazione

 

·        La Buona Notizia di Gesù è il tesoro che abbiamo da donare, Gesù è il Pane che dobbiamo spezzare. Questo e solo questo è il punto di partenza e di arrivo. Non una dottrina da studiare ma una Persona da incontrare. Ne siamo convinti?

·        La nostra comunità è un sostegno educativo per le famiglie? Come le accompagna?

·        Stiamo costruendo "alleanze educative" tra tutti i soggetti (scuola, famiglie, sport, Condominio solidale, Fondazione Aquilone, Consultorio, Società Civile)?

·        Quale cura abbiamo degli educatori, animatori, allenatori?

·        Come possiamo diventare "comunità educante"?

·        Come essere capaci, in una società connotata da relazioni fragili, conflittuali ed esposte al veloce consumo, di costruire spazi in cui tali relazioni scoprano la gioia della gratuità, solida e duratura, cementate dall’accoglienza e dal perdono reciproco?

·        Mi metto in gioco in famiglia, tra gli amici, in comunità per curare le relazioni e farle crescere? Mi metto in gioco per creare spazi relazionali gratuiti aperti al confronto e all'accoglienza? Coinvolgo/invito altri a farlo? Mi metto in posizione di ascolto di situazioni più fragili accanto a me (vicini di casa, famiglie dei compagni di classe dei figli) e mi rendo disponibile ad aiutare nel silenzio?

·        Oltre ai percorsi di iniziazione cristiana la comunità come educa i bambini/ragazzi alla gioia dello stare insieme e del Vangelo? Come genitore desidero in prima persona che i miei figli conoscano Gesù? Quanto peso do all'educazione scolastica, alla formazione sportiva /linguistica dei figli e a quella di fede?

·        Con che sguardo mi pongo verso i risposati, gli omosessuali, chi "inciampa" nella vita?

 

 

Le scelte possibili

 

Alla luce del confronto avvenuto in gruppo, ciascuno provi a indicare (in un numero massimo di tre o quattro) alcune pratiche che possono diventare patrimonio comune della cultura pastorale della nostra comunità di Bruzzano per coltivare e declinare lo stile dell'EDUCARE.