intestazione

Settimana di Deserto 2017

ORARI DELLE MEDITAZIONI

 

  • ore 6,25 Canto di invocazione allo Spirito
  • ore 6,30 lettura del brano a seguire meditazione
  • ore 6,55 Padre nostro e canto finale
  • ore 7.00 Lodi e Messa
    In questa settimana è sospesa la S. Messa delle 8.30 da lunedì 6 a giovedì 9. Venerdì 10 ore 8.30 VIA CRUCIS in chiesa
  • ore 15.30 - 16.30 in cappellina viene proposta la registrazione delle meditazioni del mattino.

 

Le meditazioni

LUNEDì 6 

MARTEDì 7 (2Re cap. 5)

MERCOLEDì 8 

GIOVEDì 9 

VENERDì 10 

Giornata per la Vita 2017 - Messaggio

Messaggio del Consiglio Episcopale Permanente
per la 39a Giornata Nazionale per la vita
(5 febbraio 2017)

Donne e uomini per la vita
nel solco di Santa Teresa di Calcutta


Il coraggio di sognare con Dio
Alla scuola di Papa Francesco s’impara a sognare. Spesso nelle udienze fa riferimento
ai sogni dei bambini e dei giovani, dei malati e degli anziani, delle famiglie e delle comunità
cristiane, delle donne e degli uomini di fronte alle scelte importanti della vita. Sognare con
Dio e con Lui osare e agire! Quando il Papa commenta la Parola di Dio al mattino o quando
tiene discorsi nei vari viaggi apostolici, non manca di incoraggiare a sognare in grande. È nota
la sua devozione a san Giuseppe, che considera uomo del “sogno” (Cfr. Mt 1,20.24). Quando
si rivolge alle famiglie, ricorda loro che il sogno di Dio “continua a realizzarsi nei sogni di
molte coppie che hanno il coraggio di fare della loro vita una famiglia; il coraggio di sognare
con Lui, il coraggio di costruire con Lui, il coraggio di giocarci con Lui questa storia, di
costruire un mondo dove nessuno si senta solo, nessuno si senta superfluo o senza un posto”.

I bambini e i nonni, il futuro e la memoria
Per Papa Francesco il sogno di Dio si realizza nella storia con la cura dei bambini e dei
nonni. I bambini “sono il futuro, sono la forza, quelli che portano avanti. Sono quelli in cui
riponiamo la speranza”; i nonni “sono la memoria della famiglia. Sono quelli che ci hanno
trasmesso la fede. Avere cura dei nonni e avere cura dei bambini è la prova di amore più
promettente della famiglia, perché promette il futuro. Un popolo che non sa prendersi cura dei
bambini e dei nonni è un popolo senza futuro, perché non ha la forza e non ha la memoria per
andare avanti”

Una tale cura esige lo sforzo di resistere alle sirene di un’economia irresponsabile, che
genera guerra e morte. Educare alla vita significa entrare in una rivoluzione civile che
guarisce dalla cultura dello scarto, dalla logica della denatalità, dal crollo demografico,
favorendo la difesa di ogni persona umana dallo sbocciare della vita fino al suo termine
naturale. È ciò che ripete ancora oggi Santa Teresa di Calcutta con il famoso discorso
pronunciato in occasione del premio Nobel 1979: “Facciamo che ogni singolo bambino sia
desiderato”; è ciò che continua a cantare con l’inno alla vita: “La vita è bellezza, ammirala. La
vita è un’opportunità, coglila. La vita è beatitudine, assaporala. La vita è un sogno, fanne una
realtà. … La vita è la vita, difendila”.


Con Madre Teresa
La Santa degli ultimi di Calcutta ci insegna ad accogliere il grido di Gesù in croce:
“Nel suo ‘Ho sete’ (Gv 19,28) possiamo sentire la voce dei sofferenti, il grido nascosto dei
piccoli innocenti cui è preclusa la luce di questo mondo, l’accorata supplica dei poveri e dei
più bisognosi di pace”
Gesù è l’Agnello immolato e vittorioso: da Lui sgorga un “fiume di
vita” (Ap 22,1.2), cui attingono le storie di donne e uomini per la vita nel matrimonio, nel
sacerdozio o nella vita consacrata religiosa e secolare. Com’è bello sognare con le nuove
generazioni una Chiesa e un Paese capaci di apprezzare e sostenere storie di amore esemplari
e umanissime, aperte a ogni vita, accolta come dono sacro di Dio anche quando al suo
tramonto va incontro ad atroci sofferenze; solchi fecondi e accoglienti verso tutti, residenti e
immigrati. Un tale stile di vita ha un sapore mariano, vissuto come “partecipazione alla
feconda opera di Dio, e ciascuno è per l’altro una permanente provocazione dello Spirito. I
due sono tra loro riflessi dell’amore divino che conforta con la parola, lo sguardo, l’aiuto, la
carezza, l’abbraccio”

Roma, 22 ottobre 2016
Memoria di San Giovanni Paolo II
IL CONSIGLIO PERMANENTE
DELLA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA

Appuntamenti